La Manifestazione

“La Cultura della Musica, la Musica nella Cultura”

… la riscoperta degli antichi valori legati allo sviluppo delle antiche comunità rurali, la rivalutazione dei gesti e delle semplici parole dell’arte musicale popolare, il presentare antiche tradizioni in maniera rinnovata agli occhi di coloro che, poco a conoscenza dei legami forti che hanno permesso nei secoli il tramandarsi delle tradizioni e delle usanze agresti, vedono la campagna e la montagna come semplice espressione geografica, scevra da qualsivoglia connotazione culturale.. questo vorrà dire portare “Le Note della Regione” nelle piazze e nei teatri dei capoluoghi di provincia della Regione Lazio.

Ci proponiamo dunque di “togliere quel leggero velo di polvere” che fa sembrare antico e di desueta natura il tessuto sociale che unisce le comunità della Regione, a testimoniare che ancora esistono gesti, momenti, riti ad alta carica simbolica, fortemente impressi nel vissuto di ciascuno, che documentano, in maniera indelebile, le radici della propria identità, ma che spesso soggiacciono all’incalzare indifferente delle trasformazioni in atto ed al fluire degli avvenimenti.

Quando il passato si allontana e si fa storia, riaffiora glorioso, si sfronda delle vicissitudini contingenti, e recupera il carattere imprescindibile di baluardo del presente e trampolino verso il futuro. È questo il momento in cui si avverte il desiderio, per molti inconscio, di riscoperta e di rivalutazione del trascorso con cui noi, “figli di questo tempo”, intendiamo recuperare un rapporto di congiunzione scoprendocene ultimi portavoce.

La manifestazione in oggetto avrà dunque valenza di percorso “vissuto” attraverso la storia delle genti “delle Province”, per riscoprire in un contesto nobile di festa e di confronto, come l’uomo ha celebrato il suo territorio attraverso la sua cultura musicale.

Si recupererà, attraverso la rappresentazione in musica delle più belle tradizioni popolari e delle maggiori icone classiche, l’attività umana quale chiave specifica di approccio alla conoscenza storico sociale dei nostri avi: mediante il modo di lavorare, di organizzarsi, di progettare, di credere, è possibile entrare nel “quotidiano scomparso”, riscoprire l’uomo ed il suo mondo, le sue fatiche ed il suo ingegno, evidenziandone la matrice più nobile.

Sarà evocando questi momenti, attraverso i vari passi festosi e di incontro della manifestazione, che si racconterà la storia di donne ed uomini che nel corso di poche generazioni vedono le proprie tradizioni allontanarsi ed infine perdere il significato primevo, momenti di vita contadina semplice e laboriosa che assurgono a dimensione storica ed esprimono saperi sedimentati ormai sfuggiti alle nuove generazioni computerizzate; sono il segno di un mondo che spesso sopravvive timidamente nei ricordi personali e nelle memorie familiari, un mondo che rischia di sparire per sempre e che reclama con forza il diritto-dovere di recuperare il ruolo centrale nel cammino storico della nostra terra verso un futuro consapevole.

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